"Design per un mondo migliore" di Don Norman affronta una verità scomoda: se da un lato il design ha spinto il progresso, dall’altro ha contribuito ad esacerbare i problemi ambientali e sociali come strumento al servizio del capitalismo e del consumismo sfrenato.
Norman sottolinea i limiti della filosofia del design incentrata esclusivamente sull’utente singolo – che lui stesso ha contribuito a promuovere – e propone un approccio che tenga conto delle esigenze dell’intera umanità per un impatto positivo più ampio e sostenibile, che vada oltre il beneficio individuale.
Nonostante la complessità del tema, Norman mantiene una visione ottimistica: crede fermamente che la creatività e la collaborazione possano fare del design un mezzo per cambiare rotta verso un futuro più sostenibile. Tuttavia, non sottovaluta la sfida, anzi, riconosce che invertire i danni già fatti richiede un ripensamento radicale, con un percorso difficile e incerto.
Il testo è impegnativo, con sezioni dense e talvolta pesanti, ma merita una lettura per ampliare la visione e allargare il proprio punto di vista sul ruolo del design.